Imbilico: perpetua motus terra

Gian Luca Bianco

Gian Domenico Troiano

Sulla terra le case innalzate dalle mani crollano e si frantumano, ritornano alla terra. Una terra che respira, dona la vita, e che sa anche distruggere in pochi attimi l’operato umano, annientando tracce materiali ed emotive del suo quotidiano: edifici pubblici, storici, case, mobili e oggetti che accumuliamo nelle nostre abitazioni, andando a creare lo spazio e il luogo delle nostre vite, architetture “imbilico”. L’atto documentale dei due fotografi sulle distruzioni causate dai terremoti del 2016 in Umbria e nelle Marche subisce una profonda trasformazione formale dopo la stampa delle fotografie. L’oggetto fotografico, documentazione di distruzione, diviene a sua volta oggetto da distruggere per reagire, e poi ricomporre dalle macerie. L’improvvisazione musicale di Max Bernacchia fa eco con una geometria ulteriore, quella delle emozioni e dell’intangibile.

www.behance.net/man-giando

www.campobianco.it

Categories: Esposizioni 2017